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Specialista in cardiologia e malattie dell'apparato respiratorio.
Docente in Medicina Naturale
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NEVRALGIE FACCIALI

Nevralgia del trigemino, nevralgia del glossofaringeo, dolore facciale atipico.

Le algie facciali devono essere distinte dalla cefalea e dall’emicrania oftalmica. Il dolore è più spesso provocato dalla nevralgia del trigemino (V paio dei nervi cranici, meno frequentemente da quella del glossofaringeo (IX paio dei nervi cranici) o da quelle senza alcuna causa organica dimostrabile come nel dolore facciale atipico. Quest’ultima affezione morbosa colpisce perlopiù donne di mezza età che riferiscono un dolore diffuso alla guancia (sia uni che bilaterale) che non segue di solito una specifica distribuzione nervosa, sebbene sia localizzato nell’area mascellare. Il dolore, a differenza di quello trigeminale, non è affatto lancinante; è variabile per duratura ed intensità, spesso puntiforme tanto da essere localizzato dalla punta di un dito. È descritto come fastidioso, intenso, continuo e pulsante. Si tratta per lo più di donne con turbe psiconevrotiche. Nella nevralgia glossofaringea il dolore, lancinante ed intenso, è localizzato nella porzione posteriore della gola in corrispondenza della fossa tonsillare con un irradiazione, dal centro alla periferia, che arriva sino alle regioni auricolari e al collo. È scatenato dalla deglutizione, dal tossire o dal parlare. La vera e propria nevralgia del trigemino è caratterizzata da parossismi lancinanti di dolore localizzato alle labbra, alle gengive, alle guance e al mento. Più raramente interessa il territorio di distribuzione della branca oftalmica del V nervo cranico. Va quindi distinto sia dalla nevralgia a grappolo, dolore unilaterale che spesso si localizza intorno all’occhio, con associata lacrimazione e naso chiuso. Va altresì non confuso con la nevralgia posterpetica oftalmica. Nella nevralgia trigeminale vera e propria il dolore è lancinante, a tipo “scossa elettrica”, dovuto ad una lesione nervosa demielinizzante che attiva i macchinismi di dolore nel sistema nervoso centrale. Il dolore può durare qualche secondo al massimo pochi minuti, talora provoca un tic doloroso. Gli accessi sono percepiti come singole punture o gruppi di punture a spillo, tendono spesso a recidivare, sia di giorno che talora anche di notte. Secondo John Murtagh è quasi sempre unilaterale o più spesso localizzata a destra. È intenso, urente, definito come un “coltello incandescente” o una “scossa elettrica”. Può arrivare a durare anche 15 minuti, anche se generalmente è di 1-2 minuti. Raramente compare di notte. Vi sono spesso remissione spontanee per mesi o anni. Può iniziare spontaneamente ma più spesso è scatenato dal masticare, dai cibi caldi o freddi, o dai cibi dolci. La causa più comune è dunque di natura odontogena. La vera eziologia non sempre è individuabile. Tutti i pazienti dovrebbero eseguire una risonanza magnetica per visualizzare l’angolo ponto-cerebellare. Circa il 5% dei pazienti presenta un tumore che comprime la radice del trigemino (meningioma o Schwannoma). Un altro 5% è affetto da sclerosi multipla (lesioni del ponte che interessano la zona di ingresso dei nervi nelle radici dorsali. In questo 10% dei casi (tumore e sclerosi multipla) la Risonanza Magnetica è in grado di porre una diagnosi precisa. Nel restante 90% la causa è sconosciuta: infezione virale? Compressione di un nervo da parte di un vaso? Le ricerche attuali (2007) hanno confermato che in una percentuale consistente di pazienti alla base della nevralgie trigeminale vi è la compressione della radice del nervo da parte di un vaso, rappresentato dall’arteria cerebellare superiore o da una vena del decorso tortuoso. Del resto nel 5% dei casi dovuti a sclerosi multipla i pazienti hanno 10 anni in meno (40 anni circa) rispetto al resto dei soggetti (sopra i 50 anni). Nei casi di compressione vascolare, le modificazioni dell’encefalo correlata all’età, come l’ispessimento dei vasi e la loro tortuosità potrebbero giustificare una maggiore prevalenza nell’età più avanzata. Se la nevralgia del trigemino, sia monolaterale che bilaterale, si manifesta in un giovane adulto (sotto i 40 anni), può essere avanzata l’ipotesi di una sclerosi multipla dovuta ad una placca demielinizzante nella zona di ingresso della radice del V paio dei nervi cranici a livello del ponte. Sia in questa evenienza che anche nelle lesioni occupanti spazio (aneurismi, neurofibromi, meningiomi) vi è sempre una chiara perdita di sensibilità del volto, ossia nel territorio di distribuzione del nervo trigemino. Nel 90% dei pazienti di nevralgia trigeminale su base ideopatica l’elemento patognomonico è invece costituito dall’assenza di perdite di sensibilità all’esame obiettivo. Se ne deduce pertanto che in tutti i soggetti con dolore facciale il riscontro di una perdita di sensibilità oggettiva è un elemento chiave per diagnosticare una grave patologia sottostante. L’incidenza della nevralgia trigenimale è pari al 4,5 ogni 100.000 individui (specie sopra i 50-60 anni; 60% nelle donne). Solitamente viene interessato un solo lato della faccia, ma nel 5-10% dei casi colpisce entrambi i lati del volto, sebbene in tempi successivi. Nella forma più rara, e ancora più terribile di nevralgia atipica del trigemino, il dolore si presenta in maniera costante, senza alcuna remissione. In questa evenienza il dolore inizia all’improvviso spontaneamente senza stimoli applicati ad alcune aree (volto, labbra, lingua) dette “aree di innesco” o “trigger zones” oppure per contrazione della muscolatura delle medesime aree, per esempio, parlando, masticando, sorridendo. Né vi sono stimoli tattili (lavarsi la faccia o i denti; oppure esporsi ad una lieve corrente d’aria) tali da scatenare un dolore atroce. Per quanto concerne la diagnosi differenziale la nevralgia del trigemino va distinta dalle patologie della mandibola, dei denti e dei seni paranasali. Il dolore della cefalea a grappolo o dell’emicrania è più profondamente radicato e permanente specie se confrontato con la qualità di tipo superficiale e acuta della nevralgia trigeminale. In effetti è raro che la cefalea a grappolo si associ alla nevralgia trigeminale dando luogo a “tic a grappolo”. Nella malattia di Horton (artrite temporale) il dolore non è del tipo “scossa elettrica”, vi sono invece altri disturbi sistemici (specie a carico dell’occhio) e vi è un aumento della velocità delle eritrosidementazione (VES). Numerose sono poi le malattia sistemiche che presentano una neuropatia trigeminale: Sindrome di Sjögren, malattie del collageno, LES, sclerodermia, malattie miste del connettivo, herpes zoster, meningiomi. Da notare che lo spasmo tonico della muscolatura masticatoria, chiamato trisma, è sintomatico del tetano (può però anche presentarsi in pazienti trattati con fenotiazine) e non ha nulla a che vedere né con la nevralgia del trigemino scatenata dalla masticazione né con altre cause secondarie di neuropatie trigeminali. Dal punto di vista diagnostico è utile ricordare che l’angio RM ad alta risoluzione è utile per visualizzare i rapporti tra la radice del V ed i vasi ad essa vicini. La terapia allopatica si avvale di un trattamento medico di tipo conservativo basato su farmaci quali la carbamszepina (200 mg per quattro volte al giorno come dose di mantenimento) o altri epilettici (Fenitoina oppure Baclofen). È in grado di migliorare drasticamente la sintomatologia dolorosa pur avendo molti effetti collaterali. I più comuni sono confusione, disturbi della memoria, vertigini, sonnolenza (più frequenti nei soggetti anziani) in rari casi si può avere aplasia midollare con anemia e leucopenia con esito letale. È per questo motivo che l’esame emocromocitometrico deve essere monotorizzato. La terapia chirurgica è raccomandata soprattutto nelle forme atipiche che scarsamente rispondono al trattamento farmacologico. La lesione del ganglio di Gasser o del nervo trigemino, l’iniezione di glicerolo nel ganglio di Gasser, la rizotomia termica a radiofrequenza sono tutte tecniche che, in mani esperte, risultano sicure ed efficaci con un miglioramento assai vicino al 95% dei casi. Peccato però che, come ben dimostrato da seri studi longitudinali a lungo termine, la sintomatologia algica ricompaia in una percentuale sostanziosa dei pazienti. Un altro tipo di trattamento chirurgico consiste nella decompressione microvascolare, tramite craniotomia subooccipitale. La percentuale dei successi terapeutici è più bassa (70%), ma anche le recidive sono meno numerose (35%).
 
APPROCCIO OMEOPATICO

Tra i rimedi omeopatici utili nel trattamento delle nevralgie dobbiamo prediligere, e quindi mettere in primo piano, non quelli specifici della nevralgia oftalmica, dell’emicrania oftalmica specie se “a grappolo” e notturna. La prima branca trigeminale, ossia quella oftalmica, è la meno frequentemente interessata nella nevralgia del V° paio dei nervi cranici. Solo in rare occasioni rimedi quali Spigelia Antielmintica, Sanguinaria Canadensis, Prunus Spinosa, etc. (tutti selettivamente o prevalentemente a tropismo oftalmico) saranno indicati. Così alla stessa stregua rimedi più indicati nella “paralisi a frigore” o, come si sostiene più recentemente, da “riacutizzazione dell’herpes simplex” quali la paralisi del facciale (paralisi di Bell) del tipo Aconitum, Causticum, Rhus tox etc. sono molto di rado richiesti dalla semeiotica omeopatica. I rimedi acuti vanno utilizzati, (secondo l’esperienza personale) in dose unica globuli ad alta diluizione (30ch-200ch) seguita, il giorno seguente, da cinque granuli mattina e sera in bassa diluizione (4ch-5ch) per almeno sette giorni. I rimedi di fondo (simillimum) ed i nosodi vengono somministrati in dosi mensili (ogni quindici giorni alternando il simillimum al nosodo) per un periodo di almeno cinque mesi al fine di prevenire le riacutizzazioni dolorose. L’interrogatorio omeopatico dovrà essere, come al solito, preciso e puntiglioso, ricercando le modalità di insorgenza, la durata, il tipo di dolore, le irradiazioni, le caratteristiche relative al miglioramento ed al peggioramento, la localizzazione etc. Tutto ciò che emerge dovrà essere confrontato con la semeiotica allopatica. Dal confronto di queste due lingue diverse dovremo scegliere quel rimedio omeopatico che copra l’intera sintomatologia. Così come ha ben scritto il collega Emilio Minelli (Medicina Biologica e Medicina Omeopatica: integrazione o omologazione?) occorre imparare due lingue, occorrono bravi traduttori al fine di arrivare all’integrazione. Solo così potremmo uscire dalla “Torre di Babele”, traducendo ed integrando, parlando entrambe le lingue. Nello specifico dell’argomento che stiamo trattando distinguiamo i rimedi acuti dalle nevralgie trigeminali ideopatica (90% dei casi) da quella nevralgica glossofaringea ed infine dalla nevralgia facciale atipica.
1) NEVRALGIA TRIGEMINALE: Kalmia Latifolia (rimedio leader), Magnesia Phosphorica, Verbascum Thapsus, Rhus Toxicodendron, Colocynthis, Coffea, Rhododendron, Belladonna, Kali Bichromicum, Arsenicum Album, Hypericum, Stannum, Aconitum.
Nella più rara forma oftalmica: Spigelia, Prunus Spinosa, Chelidonium, Apis, Ranuncolus, Bulbosus, Lac Caninum, Sanguinaria Canadensis.
Rimedi di fondo (Simillimum): Sulfur, Arsenicum Album, Bryonia, Rhus Toxicodendron, Natrum Muriaticum, Thuya, Sepia, Pulsatilla, Platina, Silicea.
2) NEVRALGIA DEL GLOSSOFARINGEO: Kali Bichromicum, Phitolacca, Kalmia Latifolia, Nitricum Acidum, Verbascum, Thapsus, Stannum, Hypericum, Lac Caninum, Argentum Nitricum.
Rimedi di fondo: Lachesis, Platina, Sulfur, Lycopodium, Mercurius sol.
3) DOLORE FACCIALE ATIPICO: Ignatia, Actea Racemosa, Chamomilla, Platina, Nux Vomica, Lachesis, Colocinthis.
Nosodi: Tubercolinum (T.K.), Luesinum, Medorrhinum, Psorinum.

 
I RIMEDI: NEVRALGIA TRIGEMINALE COMUNE

KALMIA LATIFOLIA: è il rimedio più tipico del dolore lancinante, folgorante, tipo “scosse elettriche”. Non è solo indicato in alcune nevralgie oftalmiche dell’orbita destra (a sinistra Spigelia) ma anche e soprattutto nei dolori folgoranti al viso, pertinenti la seconda (mascellare) e la terza branca (mandibolare) del nervo trigemino. I dolori vanno dal centro alla periferia, dall’alto verso il basso e seguono il decorso del nervo (Hypericum). Talora cambiano sede bruscamente e lasciano uno stato di astenia, sono accompagnati da un senso di intorpidimento della regione affetta. I dolori, soprattutto facciali destri, peggiorano di giorno e migliorano, un poco, stando in decubito supino. Sono sempre aggravati dal movimento. Tipiche le “punture” a carico della lingua e l’interessamento delle arcate dentarie (dolori folgoranti, tipo scosse elettriche). Ciò conferma la lesione a carico della seconda e terza branca trigeminale ma anche, talvolta, del nervo glossofaringeo.

MAGNESIA PHOSPHORICA. I dolori nevralgici sono spasmodici, lancinanti, non urenti, brucianti. Possono interessare sia le orbite che la faccia, con una netta predilezione per la regione destra (a sinistra Colocinthis), e si irradiano, seguendo il decorso del nervo, anche al collo. La nevralgia trigeminale destra è intermittente, dura pochi minuti. È sempre peggiorata dal tatto, mentre migliora con la pressione forte e con il calore. Altra peculiarità del rimedio è costituita dalla comparsa improvvisa e altrettanto rapida scomparsa. I pazienti riferiscono di subire intensi dolori taglienti, altre volte martellanti o prementi, che “vanno e vengono come saette” (Allen), a parossismi intermittenti che diventano talvolta talmente intollerabili da “diventare pazzi” (Allen). Più raramente possono cambiare lato, da destra a sinistra (Lac Caninum, Pulsatilla) con senso di costrizione.

VERBASCUM THAPSUS: È un rimedio che interessa sia la branca mascellare del trigemino che soprattutto quella mandibolare: “nevralgia zigomatica alla tempia e all’orecchio” (Louis Pommier) con lateralità quasi sempre destra e la sensazione come se “la regione fosse compressa da una tenaglia” (Leon Vannièr). Talora i dolori compaiono sempre alla stessa ora del giorno (Edron). La nevralgia trigeminale è aggravata dal cambiamento della temperatura, dal toccamento delle parti e dal movimento. Si può avere anche nevralgia glossofaringea.

RHUS TOXICODENDRON: Nella nevralgia della 3° branca trigeminale con dolori e scricchiolii alla articolazione temporo-mandibolare, aggravate dal tempo freddo e umido. Migliorato dal movimento continuo e dalle applicazioni calde. Notevole stato di agitazione psicomotoria. È tuttavia più un rimedio “reumatico-artrosico”. Le nevralgie auricolari sono spesso associate a eruzioni erpetiformi: “Piccole vescicole nel padiglione auricolare” (Kent). Solo di rado si può avere una nevralgia glossofaringea.

COLOCINTHIS: Nevralgie con dolori “a strappo”, facciale, con irradiazione alle orecchie (3° branca) migliorate dalla pressione forte e più spesso a sinistra (a destra Magnesia Phosphorica). Può essere un buon rimedio nel dolore facciale atipico quando consegue ad uno stato di collera violenta.

COFFEA: Nevralgia dentaria, sia 2° che 3° branca trigeminale, con irradiazione rispettivamente a carico della fronte e delle orecchie. Vi è una notevole intolleranza al dolore: nella bocca e nelle mascelle è straordinariamente migliorato dall’acqua fredda ed aggravato dal calore.

RHODODENDRON: Nevralgia con dolori folgoranti, strappanti, con “senso di ammaccatura” (Kent) aggravata e sopraggiunta col temporale o freddo umido. Dolori alla radice dei denti e alle mascelle, che si irradiano alla regione auricolare o/e temporale (2°-3° branca), migliorati dal calore.

BELLADONNA: Dolori nevralgici che “vanno e vengono come saette” (Allen; anche Magnesia Phosphorica) con movimenti spasmodici della faccia, localizzati a destra, pupille midriatiche, testa calda. I dolori iniziano e cessano rapidamente come è tipico delle nevralgie.

KALI BICHROMICUM: Dolori acuti e lancinanti, che appaiono e scompaiono bruscamente. Si manifestano in piccole zone tanto da essere indicate e ricoperte con un dito sul viso. La nevralgia può essere periodica ed alternare con disturbi digestivi. Talora cefalea oftalmica (1° branca) anche se più spesso a carico delle mucose del cavo orale.
 
ARSENICUM ALBUM: Il dolore è definito bruciante, migliorato straordinariamente da applicazioni calde. Il paziente è terrorizzato e allo stesso tempo prostrato. Tipico l’aggravamento dopo l’una di notte; notevole freddolosità.

HYPERICUM: Dolori intollerabili che seguono il decorso del nervo conseguenti ad un trauma.

STANNUM: Nevralgie in pazienti molto debilitati che interessano la 2° e 3° branca del nervo trigemino e anche il glossofaringeo (faccia, gola). Né è rara la nevralgia a carico dell’occhio sinistro (1° branca) peggiorata dalle 10 alle 12. Le nevralgie sono folgoranti ma iniziano e terminano gradualmente (Luesinum).

ACONITUM: Dolori intollerabili, specie a sinistra, che arrivano bruscamente dopo esposizione al vento freddo e secco con formicolii e pizzicori. Aggravamento notturno.

 
I RIMEDI: NEVRALGIA TRIGEMINALE OFTALMICA

SPIGELIA: La nevralgia colpisce l’orbita, oppure l’occhio, fino alla tempia sinistra. Il dolore è di tipo pulsante, violento, battente, peggiorato dal calore e migliorato dal freddo. Vi è una chiara iperestesia del nervo trigemino con occhio sinistro arrossato, congestionato. Il dolore inizia spesso al mattino, aggravato verso le 11-12 (Natrum Muriaticum, Sanguinaria) con un massimo di intensità proprio quando il sole raggiunge nel cielo la massima altezza. Quando è colpito il globo oculare il dolore è talmente intenso da provocare vomito con sudorazione fredda e tendenza a perdere i sensi (lipotimia). Il paziente presenta anche la strana nota chiave di “sentirsi gli occhi troppo grandi per le orbite che li contengono” (Actea Racemosa, Sanguinaria) e talora di avvertire “una fascia stretta intorno alla testa” (Cactus, Carbolic Acidum, Sulfur). I dolori, molto intensi, sono violenti, taglienti o pungenti; sembrano attraversare gli occhi, da dietro la testa. La nevralgia è periodica, sempre peggiorata dal tempo umido, piovoso.

PRUNUS SPINOSA: Dolori nevralgici che si irradiano dalla regione frontale destra all’occipite (Causticum). Soprattutto dolori dentro i globi oculari, “come se dovessero scoppiare”, migliorati dalla lacrimazione.

CHELIDONIUM: Nevralgia trigeminale che colpisce l’orbita dell’occhio destro conseguenti a litiasi, discinesie biliari, patologie epato-pancreatiche. È spesso presente vomito biliare. La vera nota chiave è il dolore costante sotto l’angolo inferiore interno della scapola destra. La lacrimazione è inoltre abbondante.

APIS: Edema palpebrale di colore roseo con dolori pungenti migliorati dal freddo.

RANUNCOLUS BULBOSUS: Dolori progressivi e pungenti dentro gli occhi, sia a destra che a sinistra, peggiorati dal movimento. Fotofobia e lacrimazione.

LAC CANINUM: Emicrania oftalmica che alterna da una parte all’altra. Anche dolori che dalla gola si irradiano alle orecchie o si spostano da una tonsilla all’altra (Lachesis) molto rapidamente.

SANGUINARIA CANADENSIS: Nevralgia trigeminale destra, diurna, periodica (sovente settimanale), che inizia dalla tempia e si localizza sopra l’orbita destra (Silicea). Il dolore è accompagnato da un senso di arrossamento delle guance e sovente da eruttazioni e vomito biliare o degli alimenti ingeriti. Il paziente ha la sensazione che la testa stia per scoppiare e riferisce “di avere gli occhi troppo grandi per essere contenuti nelle orbite” oppure “che siano premuti in fuori” (Actea Racemosa, Spigelia; al contrario sensazione di “occhi tirati in dentro” Lachesis, Paris Quadrifolia).

ACTEA RACEMOSA: Nevralgia trigeminale con dolori acuti, lancinanti, a fitte nei globi oculari, irradiati alle tempie e all’orbita. La nevralgia ha due caratteristiche essenziali: 1) È più intensa o sopraggiunge durante il flusso mestruale. 2) La paziente ha l’impressione che gli occhi fuoriescano dalle orbite (Spigelia, Sanguinaria).

 
NEVRALGIA GLOSSOFARINGEA

KALI BICHROMICUS: Rimedio di nevralgia facciale, sia mascellare che oftalmica, può interessare la mucosa faringea con dolori e flogosi della mucosa, tali da portare ad ulcerazioni con secrezioni aderenti, appiccicose, vischiose e filanti.

PHYTOLACCA: Rimedio leader nella nevralgia del IX° paio dei nervi cranici (assieme a Lac Caninum) per i dolori frequenti nella gola, accentuati dalla deglutizione. La lingua è sporca con la punta del colorito rosso fuoco. Le tonsille sono infiammate, aumentate di volume, ricoperte di false membrane. L’orofaringe è talora ricoperta da un essudazione di color cenere, ma la gola si presenta di colore rosso scuro, con ugola edematosa. I dolori alla radice della lingua sono sia spontanei che scatenati quando si sporge fuori dalla bocca la lingua stessa.

KALMIA LATIFOLIA: Oltre ad essere un gran rimedio nella nevralgia facciale (I-II-III branca trigeminale) è indicato nei dolori folgoranti, tipo “scariche elettriche”, con punture a carico della lingua e interessanti anche le arcate dentarie, specie a destra.

NITRICUM ACIDUM: Nei dolori intensi “come un ago nella gola”, con piccole vescicole brucianti nella parte posteriore della lingua. Peculiari pertanto i dolori acuti e pungenti con ulcerazioni dai bordi irregolari.

VERBASCUM THAPSUS: È più frequente nella nevralgia trigeminale. I dolori alla gola hanno irradiazione agli zigomi, alla regione temporale ed auricolare. La regione dolorante “sembra stretta da una tenaglia”.

STANNUM: Nevralgie che durano da diversi anni, specie oftalmiche e mascellari, più raramente glossofaringee. I dolori non sono di natura folgorante ma iniziano e terminano gradualmente. Si tratta di soggetti fortemente debilitati, affetti spesso da severe patologie.

HYPERICUM: Dolori interni che seguono il tragitto del nervo glossofaringeo, generalmente da compressione o trauma del nervo stesso.

ARGENTUM NITRICUM: Sensazione deglutendo come se la gola fosse messa a vivo e come se avesse una scheggia di legno infissa nel faringe (Nitricum Acidum)

LAC CANINUM: È peculiare quel dolore alla gola che si sposta bruscamente da una tonsilla all’altra (Lachesis, Lycopodium), molto sensibili al toccamento della parte affetta (Lachesis). Non di rado i dolori irradiano alle orecchie (Kali Bichromicum).

 
PANORAMICA SUI RIMEDI DI FONDO

Nella nevralgia trigeminale: Sulfur è il rimedio di fondo nella tipologia sensibile, è indicato nelle nevralgie periodiche, anche settimanali. Arsenicum Album, nei dolori urenti che migliorano con il calore locale, aggravati dall’1 alle 3 di notte (tipologia sensibile, soggetto dimagrito, terrorizzato, astenico, freddoloso). Bryonia, se dolori aggravati dal movimento, migliorati dal riposo, dalla pressione forte e dalle applicazioni calde. Rhus Toxicodendron, nei dolori con caratteristiche opposte a Bryonia: aggravato anche dall’umidità; notevole stato di agitazione. Natrum Muriaticum, rimedio di fondo nella tipologia sensibile, con dolori nevralgici diurni, che seguono il decorso del sole. Thuya, tipologia sensibile sicotica, idrolipopessica ed ossessiva, con dolore nevralgico tipo “chiodo fisso” nel temporale (specie III° branca, Ignatia, Coffea). Sepia, tipologia sensibile (astenica, dimagrita, depressa, ipotesa, cute chiazzata di nero etc.) che presenta nevralgie specie durante il mestruo (actea Racimosa; Lachesis e Pulsatilla prima delle mestruazioni) specie quando questo è scarso. La nevralgia inizia per lo più al mattino con dolori molto intensi che attraversano gli occhi e si irradiano alle tempie. Pulsatilla, nella tipologia sensibile con dolori erratici che appaiono bruscamente e scompaiono gradualmente, generalmente accompagnati da brividi. Platina, nella tipologia sensibile (arrogante, presuntuosa, orgogliosa) con dolori periodici che aumentano e diminuiscono gradualmente con la sensazione di costrizione crampoide intermittente. La nevralgia facciale colpisce soprattutto l’arcata mandibolare ed è intermittente con formicolio a livello delle ossa, malessere e sensazione di costrizione. Talvolta vi sono dolori intermittenti a livello delle orbite, con spasmo delle palpebre superiori, specie a destra. Silicea, rimedio di fondo, nella tipologia sensibile, nelle nevralgie trigeminali che si localizzano sopra un occhio, generalmente il destro (Sanguinaria; a sinistra Spigelia). La nevralgia sopraorbitaria è parzialmente migliorata dal calore e dalla pressione e si accompagna ad una sensazione profusa di tutto il corpo. La nevralgia è talora periodica con cadenza settimanale o mensile (Sulfur, Spigelia, Sanguinaria). Nella nevralgia glossofaringea. Accanto a Platina e Sulfur vanno menzionati come rimedi di fondo Silicea, Lycopodium, Mercurio solubilis e soprattutto Lachesis. In questa ultima tipologia vi è un rossore della mucosa faringea con sensazione di costrizione, come se la gola fosse serrata. I dolori insorgono in modo repentino a sinistra per irradiarsi all’orecchio oppure, più spesso, si spostano da sinistra a destra (il contrario Lycopodium). Talvolta sono presenti parestesie a carico della lingua che è tremolante e si adagia ai denti della mandibola.

 
DOLORE FACCIALE ATIPICO
Ignatia. È il rimedio leader nei dolori non lancinanti che interessano la faccia o la tempia. Si tratta di dolori “sine materia”, paradossali, puntiformi, molto circoscritti che insorgono soprattutto in donne con turbe psichiche. Actea Racemosa presenta questa sintomatologia soprattutto durante le mestruazioni. Chamomilla, nelle giovinette viziate ed ipersensibili al dolore, presenta dolori puntiformi definiti intollerabili, accompagnati da sensazione di calore ed intorpidimento, aggravati specie di notte e dall’abuso di caffè. Meno frequentemente vengono richiesti, a seconda delle tipologia sensibile, Platina, Nux Vomica, Lachesis e Colocinthys. In quest’ultima evenienza i dolori vengono definiti “a strappo”, con irradiazione all’orecchio (specie a sinistra), con brividi e fremiti specie dopo un attacco di collera.
 
I NOSODI

TUBERCOLINUM (T.K.). Rimedio leader nelle nevralgie trigeminali con dolore che esordisce e scompare improvvisamente (Magnesia Phosphorica). È una nevralgia soprattutto diurna (Natrum Muriaticum) piuttosto che notturna (Luesinum), migliorata in parte dal calore locale e dalla pressione (Silicea). Talvolta è stagionale e più spesso localizzato a carico dell’occhio destro (Silicea, Sanguinaria) o della II e III branca trigeminale destra.

LUESINUM. Nosode della nevralgia trigeminale notturna: inizia nel tardo pomeriggio e peggiora proprio di notte. I dolori, lineari, seguono il decorso del nervo ed hanno la caratteristica di aumentare e decrescere lentamente (Platina, Stannum).

MEDHORRINUM. Nosodo della sicosi molto indicato nella classica nevralgia trigeminale. I dolori nevralgici sono improvvisi, erratici, appaiono e scompaiono improvvisamente. Insorgono soprattutto di giorno, specie al mattino. Talora migliorano con il tempo umido ed in riva al mare.

PSORINUM. È più indicato nella cefalea periodica preceduta da scotomi piuttosto che nella nevralgia del trigemino. Talvolta può essere utile nella nevralgia glossofaringea con lingua bruciante, secca con dolore tonsillare che si irradia alle orecchie durante la deglutizione.

 
BIBLIOGRAFIA
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